Chi è lo psicologo?
Lo psicologo è un professionista della salute che ha conseguito una laurea in Psicologia (percorso
3+2: laurea triennale e magistrale), ha svolto un Tirocinio Pratico Valutativo di 750 ore (che, con
il D.I. 567/2022, ha sostituito il precedente tirocinio post-laurea di 1000 ore) e ha superato la Prova Pratico Valutativa (ex Esame di Stato), necessaria per l’abilitazione alla professione.
Per esercitare è obbligatoria l’iscrizione alla Sezione A dell’Ordine degli Psicologi della propria
regione. I cittadini possono consultare gli Albi regionali per verificare che un professionista sia
regolarmente abilitato.
In base alla Legge n. 3 del gennaio 2018, lo psicologo è soggetto all’obbligo di formazione
continua, fondamentale per garantire un aggiornamento costante su nuove evidenze scientifiche,
tecniche e linee guida, a tutela della qualità degli interventi.
Lo psicologo è inoltre tenuto a rispettare il Codice Deontologico, che definisce i principi etici e
professionali volti a tutelare il paziente, assicurare la qualità del servizio e preservare la credibilità
della professione.
Lo psicologo non è un medico e, pertanto, non può prescrivere farmaci né modificare o
interrompere terapie farmacologiche in corso.
Come si svolge il primo colloquio?
Il primo colloquio è uno spazio di ascolto, in cui è possibile esprimere liberamente difficoltà, aspettative e obiettivi.
È un momento conoscitivo focalizzato sulla difficoltà portata e su come questa si manifesta nel presente.
Durante l’incontro lo psicologo aiuta a chiarire l’obiettivo del lavoro e proponele prime indicazioni operative, definendo insieme modalità e tempi del percorso. È uno spazio di confronto attivo, orientato al cambiamento e alla ricerca di soluzioni concrete.
Cosa fa lo psicologo?
L’articolo 1 delle Legge 56/89 recita:
“La professione di psicologo comprende l’uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità. Comprende altresì le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito.”
Lo psicologo si occupa di prevenzione, diagnosi, sostegno e riabilitazione psicologica. Lavora per promuovere il benessere della persona, aiutandola ad affrontare momenti di crisi, gestire lo stress, migliorare la conoscenza di sé e le relazioni.
Utilizza strumenti come il colloquio psicologico e, quando necessario, test psicologici. Opera con individui, coppie, famiglie, gruppi e organizzazioni (come scuole e aziende) e può lavorare in diversi contesti, tra cui studi privati, ospedali, consultori, scuole e servizi territoriali.
Quanto dura una seduta?
Quanto dura una seduta e con che frequenza ci vedremo?
Una seduta dura generalmente tra i 45 e i 60 minuti; la durata può variare in base alle esigenze della persona e alla fase del percorso.
Quello che diciamo rimane confidenziale?
Articolo 11 del Codice Deontologico degli Psicologi:
“Lo psicologo è strettamente tenuto al segreto professionale. Pertanto non rivela notizie, fatti o informazioni apprese in ragione del suo rapporto professionale, né informa circa le prestazioni professionali effettuate o programmate, a meno che non ricorrano le ipotesi previste dagli articoli seguenti.”
Le eccezioni citate dall’articolo sono:
– Se l’assistito stesso fornisce il consenso, valido e dimostrabile e lo psicologo ritiene opportuno avvalersene, considerando preminente la tutela psicologica del destinatario della prestazione;
– Se vi è obbligo di referto o denuncia, limitandosi a riferire all’autorità giudiziaria lo stretto necessario di quanto appreso nel corso del rapporto professionale;
– Se si prospettano gravi pericoli per la vita o per la salute psicofisica dell’assistito o di altre persone, valutando con attenzione la necessità di derogare parzialmente o totalmente all’obbligo di segretezza.
Con che frequenza ci vediamo?
La frequenza iniziale è solitamente di un incontro ogni 10 giorni o due settimane. Con il procedere del lavoro, gli incontri tendono a diradarsi per favorire il consolidamento delle strategie, dei cambiamenti raggiunti e lo sviluppo dell’autonomia personale.
Come vengono trattati i miei dati?
Il trattamento dei dati è regolato rigorosamente dal GDPR (regolamento UE 2016/679)
Durante il primo incontro ti verrà consegnata un’informativa sulla privacy che dovrai firmare. Ecco i punti chiave:
– Quali dati: verranno raccolti dati anagrafici (nome, codice fiscale) e “dati sensibili” (relativi alla salute, orientamenti, ecc.).
– Finalità: i dati servono per la fatturazione e per la gestione del percorso professionale.
– Conservazione: i documenti cartacei devono essere conservati in armadi chiusi a chiave, mentre i file digitali devono trovarsi su dispositivi protetti da password o crittografia.
– I tuoi diritti: hai il diritto di richiedere l’accesso ai tuoi dati, la loro rettifica o la cancellazione (nei limiti consentiti dalla legge per la conservazione dei documenti fiscali e sanitari).
Quanto dura un percorso?
La durata del percorso varia in base alle caratteristiche della persona e alla natura della problematica. Il mio approccio è quello breve strategico, mirato alla risoluzione dei problemi in modo efficace ed efficiente. Questo non significa fare le cose superficialmente, ma concentrarsi sulla difficoltà specifica e sulle strategie più adatte per affrontarla, definendo obiettivi chiari e concreti.
Ogni caso è unico, e anche dopo la conclusione del percorso le porte dello studio restano aperte: lo psicologo rimane disponibile per chiarimenti o eventuali ulteriori necessità.
Le spese del percorso psicologico sono detraibili?
Sì, la detrazione del 19% spetta per tutte le prestazioni professionali rese da psicologi e psicoterapeuti, incluse le sedute di consulenza e sostegno psicologico. Non è necessaria la prescrizione medica, ma è fondamentale che il pagamento sia tracciabile (bonifico, carta di credito/debito o app di pagamento).